Maria e Consolata

Non pensate che intenda parlare della Madonna. Mi riferisco a due sorelline siamesi: Maria e Consolata Mwkikuti, nate al Consolata Mission Hospital di Ikonda il 19 novembre 1997. Non solo erano unite, ma intrecciate in modo anomalo mai visto. Tutti pensavano sarebbero morte subito, per cui Sr. Magda le battezza con i nomi di Maria e Consolata.

I genitori le rifiutarono. Tornarono dopo mesi a visitarle brevemente e poco dopo ambedue morirono. Furono interpellate le autorità locali sul da farsi. Chiesero che l’ospedale se ne curasse alcuni giorni, fino a quando si fosse trovata una soluzione. I pochi giorni divennero 13 anni ancora senza fine!
Per quanto riguarda la salute i primi due anni furono molto difficili. Un intervento per separarle fu sempre considerato impossibile da tutti. E così Maria e Consolata sono cresciute una guardando l’altra. Si trascinano. Ambedue sorridenti e intelligenti, con occhi che ti scrutano. Interessante scorgere in loro un carattere diverso, due personalità molto spiccate: un pò monella Maria, più posata Consolata.
Crebbero e frequentarono l’asilo dell’ospedale. Con la crescita delle domande. Una trafigge il cuore: “Perchè noi siamo così?” Rispondi chi può! Cercò di rispondere il vescovo di Njombe il giorno della loro Cresima. “Il Signore”, disse, ” in Maria e Consolata ci vuol insegnare qualcosa. Che cosa? E’ intuibile, ma non fu specifico. Meglio inchinarsi di fronte ai piani misteriosi di Dio, per il quale c’è sempre uno che paga per tutti. Il Cristo in croce è il vertice di questo piano misterioso. E con lui molti altri innocenti crocifissi.
Sr. Magda – ma non solo – le subissa di cure, comprensione e affetto. Le educa e forma con l’energia che non le manca. Un giorno la chiamano. Parla Maria: “Suora, abbiamo un grande segreto da svelarti”. Reagisce meravigliata Sr. Magda: “Un grande segreto?” Interviene Consolata: “Si, ci siamo consultate e abbiamo deciso di nominarti nostra mamma. Accetti? “Ci voleva ancora questa domanda perchè dagli occhi di Sr. Magda dal cuore grande come l’oceano scaturissero fiumi di lacrime! Un bacio, una carezza, un abbraccio e mamma diventò. Perchè è l’amore a fare una mamma. In seguito più volte Sr. Magda si sentì dire: “Mama, asante kwa upendo wako”. Cioè: “Mamma, grazie per il tuo amore”.
Crebbero dalla scuola materna alle scuole elementari. Pur con sofferenza, fu allora che fu ritenuto opportuno immetterle il più possible nella normalità della vita, pur continuando ad aiutarle. Fu affittata una casetta vicina alla scuola e furono affidate alle cure di una donna. Sorprendenti i loro risultati scolastici: sempre tra le prime della classe. Come sempre più sorprendenti le loro domande. Sorprendente anche la loro sensibilità e compassione verso i bambini in necessità , che segnalavano a
Sr. Magda, supplicandola di aiutarli. A dicembre dell’anno scorso terminarono la scuola elementare. Ora si trovano a Ilamba, frequentando la scuola secondaria gestita dale Suore Missionarie della Consolata. Le ultime notizie: anche lଠsi stanno distinguendo in tutto.
Maria e Consolata! Un mistero di vita. Un mistero di vita assieme: sempre assieme, tutto assieme. Chi potrà mai scandagliare questo mistero? Chi potrà veramente comprendere le loro legittime domande, i loro sentimenti, cià³ che si sussurrano, la loro gioiosa sofferenza?
E guardando avanti: come sarà il loro ritorno al Padre? Il Signore sarà compassione. Credo ci sarà perfetta comunione in morte, come in vita. Non riesco a immaginare che una possa soppavvivere all’altra anche solo per poco. Il Signore le accoglierà come martiri. Non sangue versato, ma una vita per noi!

P. Giuseppe Inverardi, IMC